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Che la donna sia da sempre al centro dell’universo pittorico di Viviana Gonella è fuor di dubbio, ma con l’avanzare della sua ricerca è cambiato anche il punto di vista, l’angolatura da cui raccontare l’essenza femminile. Certo la carriera di indossatrice ha influito sulla scelta dei soggetti, desunti perlopiù proprio dal mondo pubblicitario e della moda, ma col tempo l’iniziale inserimento di bocche sensuali e corpi nudi si è caricato di forti connotazioni critiche. In Obsession, la Gonella, tralasciando ogni volgarità ma piuttosto con una sottesa eleganza che non sempre appartiene al mondo a cui si ispira, mette in mostra, in una sequenza che non ammette mezzi termini o errori di lettura, seni e glutei tonici e senza imperfezioni, sguardi languidi o carnose bocche dischiuse, a sottolineare come siano queste le vere ossessioni della moderna società. E l’utilizzo di una tecnica mista, ispirata al collage, che “graffia” la superficie pittorica come farebbero le lunghe unghie laccate di una femme fatale, non fa che rendere il tutto ancora più palese. Ma Viviana va ancora oltre. Non si accontenta di “raccontare” la donna secondo la visione di noi occidentali, motivo che la spinge, nella produzione più recente, ad analizzare una realtà che rispetto alla nostra sembra lontana, più che geograficamente, soprattutto su un piano temporale. E’ la donna islamica il nuovo soggetto, evidente ed antitetico corrispettivo della citate bellezze mozzafiato. Gli abiti lunghi, neri, a coprire l’intero corpo, il volto ed il capo rigorosamente celati da sguardi che non siano quelli legittimi del marito. Esse avanzano compatte in gruppo, affiancate l’una all’altra; sono individualmente annullate, tanto che neanche i mariti riuscirebbero più a distinguerle. Eppure la Gonella non emette sentenze, considerandoli entrambi due modi legittimi di essere donna. Piuttosto con la sua pittura sottolinea quanto sarebbe importante, sebbene molto spesso difficile in qualunque società, persino in una come la nostra che si fregia di essere moderna e civile, poter scegliere la propria femminilità senza condizionamenti.

Adelinda Allegretti

Il tema è, da sempre, essenzialmente il mondo femminile.
Le opere partono dalla ricerca fatta da Viviana Gonella su giornali e riviste: un'immagine la colpisce la fa pensare, la fotocopia e attorno a questo primo mattone inserisce altre foto che completano l'idea che intende sviluppare. Le fotografie non hanno la stessa dimensione e, di solito, alla base inserisce quelle più grandi, quasi a voler costruire una piramide che ha al fondo il momento iniziale, l'immagine dalla quale l'opera si svilupperà. Il “collante”, il trait d'union è dato dai colori ad olio stesi dall'artista. E' tramite la loro tonalità e stesura che possiamo leggere lo stato d'animo e la partecipazione dell'artista all'insieme costruito. Dai grigi tirati di “Obsession”, emblematici del mondo fotografico in bianco e nero delle sfilate di moda al marrone e ai verdastri di “ Burka”, i colori del deserto e della sofferenza. Dalla sequenza temporale di queste opere cogliamo l'attenzione dell'artista agli avvenimenti che la circondano. Questa è la sua denuncia della situazione femminile, delle violenze, degli stupri e delle uccisioni che continuamente subiscono in ogni parte del mondo. Parte importante delle opere di Viviana Gonella sono le scritte che compaiono sulle opere, discrete come dimensione, ma potenti per il contenuto. Sono le sue dichiarazioni, la sua presa di posizione nei confronti delle situazioni rappresentate. Le opere dell'artista astigiana sono manifesti del suo impegno, del suo essere a fianco di chi subisce e soffre.

Claudio Cerrato  
 
Viviana Gonella
C.so Casale, 53 - 14100 Asti
348 8014976
viviana.gonella@yahoo.it

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